Mi chiamo Adriana Franza, sono italiana e vivo a Vienna. Per la maggior parte della mia vita ho vissuto in Sicilia, una terra ricca di bellezza naturale e architettonica e carica di cultura millenaria. L’importanza che queste due componenti (bellezza e cultura) hanno per me, si è rafforzata con gli studi classici e poi con la laurea in Architettura. L’esperienza in Facoltà di Architettura mi ha aperto la mente alla possibilità di trasformare in oggetto concreto un pensiero astratto. E questa traduzione si attua attraverso il disegno.

Quando dipingo non faccio altro che tradurre il mio mondo interiore (pensieri, interessi, paure)in immagini. In queste rappresentazioni ricorrono spesso alcuni elementi: persone, oggetti quotidiani e alberi. Degli oggetti inanimati mi attrae non la loro bellezza o il loro aspetto fine a se stesso, ma il loro significato come metafora. Ogni oggetto ha una funzione e ogni funzione corrisponde a un bisogno umano, non solo materiale. L’aspetto più interessante della realtà infatti non è la parte visibile, ma quella sottintesa o possibile.

Così ad esempio in un quadro si stabilisce una relazione amorosa fra due soprammobili e questo veicola il concetto che tutto è possibile, anche superare barriere apparentemente invalicabili. Altri elementi che ricorrono nei dipinti sono alcuni aspetti della Sicilia. A volte sono edifici, altre volte le fattezze e le espressioni serie dei personaggi. In altri quadri compare l’acqua; non solo come simbolo universale di rigenerazione, ma anche come richiamo al mare, che è un elemento fondamentale nella vita di ogni siciliano.

Un altro protagonista è l’albero, o alcune sue parti. In particolare mi interessa osservare che le foglie sono i principali organi di senso degli alberi, quindi sono paragonabili agli occhi di un essere umano, cioè gli strumenti con cui un individuo stabilisce il primo contatto con la realtà che lo circonda.
Le radici invece permettono all’albero di vivere e di mantenere salda la propria posizione, al di là degli eventi esterni.

Sono inoltre organi tattili, a contatto con le parti più oscure e profonde della terra e questo si trasferisce nell’uomo come simbolo della parte più in ombra della propria interiorità. Al di là degli elementi variabili, la sostanza di questi dipinti deriva dall’ interesse per il pensiero e per il sogno. Pensare e sognare sono due attività simili, forse sono persino la stessa cosa, declinata diversamente. E il tradurre pensieri e sogni in nuovi oggetti è uno strumento di conoscenza di sé e di comunicazione alternativa alle parole.

ADRIANA FRANZA

Artista

UBER-TRAUM

Adriana Franza

ADRIANA FRANZA

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